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Carlo Dottor

Carlo Dottor a Vittorio Veneto ci è nato e rimasto quel tanto che basta a mettere radici sufficienti per sapere sempre da dove veniva, andando poi a vivere a Firenze, Parigi, Montalcino…
È un artista, pittore e scultore, che questa volta ha preferito la penna al pennello per raccontare una vicenda particolare della sua vita, cercando parole che hanno colori, luci e spessori. Si occupa anche di comunicazione.
Carattere particolare: il bianco, che sia della pagina, della tela o del marmo, non suscita mai in lui l’angoscia.

Titoli di Carlo Dottor in catalogo
Giorni dell’erba

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Alessandro Tandura

Alessandro Tandura (Vittorio Veneto, 1893 – Mogadiscio, 1937) è stato un militare italiano.
A soli 21 anni Tandura decide di intraprendere il mestiere delle armi e si arruola volontario: si rivela subito essere un ottimo militare, tanto da meritare nel giro di quattro mesi la nomina a caporale. Nominato tenente di complemento nell’ottobre 1917, dopo un mese al fronte arriva un nuovo stop: Tandura si ammala gravemente e viene ricoverato sino a dicembre. Ancora una volta però il soldato fa vedere di che pasta è fatto rinunciando alla convalescenza per tornare in prima linea. Come non bastasse, chiede ed ottiene il il trasferimento nel nuovo e già leggendario Corpo degli Arditi. Quando la sua esperienza di guerra sembra destinata a finire nell’anonimato, il destino gli dà un’altra chance: il Comandante dell’Ufficio Informazioni, Tenente Colonnello Dupont, lo fa chiamare e gli chiede senza giri di parole di infiltrarsi tra le file del nemico per osservare e riferire: Tandura accetta. Dopo aver vagliato più soluzioni, si decide che raggiungerà la Sinistra Piave, occupata dal nemico, paracadutandosi da un aereo, anche se nel 1918 questa era una missione assai difficile da portare a termine. 
Nonostante le difficoltà, Tandura tocca terra e raggiunge il vittoriese per iniziare la sua missione: da qui in poi raccoglierà informazioni sulla composizione dei reparti nemici in zona e radunerà alcuni gruppi di soldati italiani sbandati con i quali porterà a termine azioni di sabotaggio. Verrà anche catturato per ben due volte dagli austriaci, riuscendo sempre a fuggire. Nella sua opera di sabotaggio e raccolta informazioni, verrà supportato dalla sorella Emma Tandura e dalla futura sposa Maddalena Petterle. Entrambe le donne saranno poi insignite della Medaglia d’Argento al Valor Militare. Su proposta del Tenente Colonnello Dupont, ad Alessandro Tandura verrà concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare che arricchirà il suo incredibile medagliere composto da 5 Croci al Merito di Guerra, 3 Medaglie di Bronzo, 4 Medaglie d’Argento, Medaglia d’Oro al Valor Civico e Croix de Guerre 14-18 belga.
A fine guerra Tandura salverà la vita a molti giovani, che organizzati in vere e proprie “bande armate” che costituiranno una spina nel fianco per l’esercito austro-ungarico. Durante la battaglia di Vittorio Veneto, queste “bande” costituite dal Tandura contribuiranno a stringere gli austriaci nella morsa finale.
Conclusa la Grande Guerra, la vita da soldato di Alessandro Tandura proseguirà poi in Somalia ed Eritrea, dove troverà la morte nel 1937.

Titoli dell’autore in catalogo
Tre mesi di spionaggio oltre Piave

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Bruna Graziani

Bruna Graziani vive e lavora a Treviso. Dopo aver fatto buon uso di una laurea in Farmacia, presso la LUA, Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ha conseguito il diploma di Cultore in scrittura autobiografica. H quindi fondato Il Portolano, laboratorio permanente e itinerante che organizza eventi culturali, incontri con gli scrittori affermati ed esordienti, organizza corsi di scrittura narrativa e autobiografica.
L’autrice è curatrice di varie collane ed editor, oltre ad aver pubblicato diversi racconti e antologie tra i quali Non disturbare, scritture in corso con prefazione di Tiziano Scarpa, Officina Nuova Dimensione, 2005, M’ama, mamme, madri, matrigne oppure no, Poligrafo, 2008.
Bruna Graziani è vicepresidente dell’associazione Nina Vola e direttrice artistica di CartaCarbone, festival letterario.

Titoli di Bruna Graziani in catalogo
Desperate Writers. Vademecum per scrittori irriducibili
Il Personaggio. Prove temerarie di costruzione
Il Racconto breve. Una galassia in palmo di mano

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Antonio Catalano

Antonio Catalano nasce a Potenza nel 1950. Dopo anni di presenza sulle scene italiane del teatro di ricerca, fonda la compagnia teatrale Casa degli alfieri, organismo di ricerca progettuale nel campo delle arti, con propria sede nell’omonima casa- teatro nel cuore del Monferrato, in provincia di Asti.
Nel 1999 nasce il suo grande percorso d’arte interattivo, Universi sensibili, con il debutto dell’installazione Armadi sensibili alla Biennale di Venezia. Da allora l’artista pratica l’abbandono di ogni idea di spettacolo, perseguendo la ricerca di incontri artistici e festivi che coinvolgono visitatori di ogni età, con i quali tende a provocare poesia, emozione e meraviglia.
Catalano crea nuove grandi installazioni e percorsi d’arte (le Tane, le Cabine da mare, le Macchine sonore, le Lucciole batticuore, il Popolo dell’Autunno, i Musei sentimentali, i Velie, etc.) in coproduzione e in collaborazione con importanti organismi nazionali e internazionali. Attraverso la sua attività artistica l’autore diffonde anche il suo progetto di arte civile Io sono patrimonio dell’umanità, nominando “patrimonio” tutti i bambini (e non solo) che incontra per riaffermare il valore della vita.
Oltre a creare in giro per l’Europa tanti universi sensibili, mondi immaginari fatti di poesia, di festa, di meraviglia, scrive, Catalano racconta e canta storie sonore e silenziose, haiku, filastrocche che ha raccolto in diverse pubblicazioni insieme ai sui disegni. Sua è anche una casa editrice “domestica”, la Bibbia dei Semplici

Titoli di Antonio Catalano in catalogo
Universi con gli occhi chiusi

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Enrico e Maurizio De Lotto

Enrico De Lotto (nella foto, a sinistra) nacque a San Vito di Cadore nel 1911 ed compì gli studi universitari a Padova, laureandosi brillantemente in medicina e chirurgia. Scoppiata la guerra fu richiamato alle armi, prendendovi parte come ufficiale medico. Partecipò a numerose battaglie prima di essere catturato e costretto in un campo di prigionia in Sudan, dove, nonostante le difficoltà, si prodigò come medico ad assistere e curare ufficiali e soldati italiani. Rientrato in patria nel 1946 si ritirò fra le sue montagne ad esercitare la professione di medico a Domegge e Calalzo. Alla sua attività affiancò anche la passione per la cultura e la scrittura, dedicandosi a numerosi articoli per giornali e riviste, in cui si occupò di argomenti legati al Cadore. Nel suo libro sono raccolte una serie di fiabe un tempo diffuse in Cadore e che ormai attualmente è difficile ascoltare, sia pure dalle persone più anziane.

Maurizio De Lotto (nella foto, a destra), figlio di Enrico, è nato a Domegge di Cadore nel 1950 e vive e lavora a San Vito di Cadore (Belluno).  Si è laureato in Architettura nel 1974 a Venezia, e dai primi anni del liceo si dedica anche alla pittura, tenendo varie mostre in Italia e all’estero. Parallelamente alla pittura l’autore si occupa di design: negli anni ’90 ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia, dove ha approfondito le tecniche di incisione e del libro d’artista. 

Titoli di Enrico e Maurizio De Lotto in catalogo
Gli spalti del Dio Thor. Leggende Cadorine